CES 2026 si conferma come un punto di interesse anche per il settore b2b e per il mondo corporate anche per le soluzioni multimediali e AV. Non è il singolo prodotto a fare la differenza, ma il cambio di paradigma che emerge con forza: la tecnologia non è più un elemento isolato, bensì parte di un ecosistema integrato, pensato per funzionare all’interno di edifici intelligenti, sicuri e pronti a evolvere.
Dal punto di vista di Kaplet, il messaggio è chiaro: la collaborazione non vive più solo dentro una piattaforma o una sala riunioni. Si distribuisce tra spazi fisici, digitali e ibridi, e trova nel digital building il suo vero abilitatore.
Dalla tecnologia AV alla collaborazione orchestrata
Al CES 2026 le soluzioni AV superano definitivamente il ruolo di semplice supporto alle riunioni. Le piattaforme di AI orchestration si posizionano sopra strumenti già diffusi come Teams, Zoom o Slack e trasformano le interazioni in flussi di lavoro strutturati. Non si limitano a trasmettere audio e video, ma comprendono il contesto, sintetizzano decisioni e attivano azioni automatiche.
Per le aziende questo significa ridurre la complessità percepita dagli utenti e, allo stesso tempo, aumentare il controllo e la governance per i responsabili IT. È una direzione che Kaplet osserva da tempo e che oggi trova una conferma concreta: l’innovazione funziona solo quando si innesta su infrastrutture solide e progettate con metodo.
Spazi fisici aumentati: robot, XR e presenza a distanza
Uno dei temi più interessanti del CES 2026 è quello della spatial collaboration. Robot di telepresenza, piattaforme di digital twin e soluzioni di industrial XR mostrano come la distanza non sia più un limite, ma una variabile progettuale.
Queste tecnologie esprimono il loro valore solo se gli ambienti sono pronti ad accoglierle. Reti affidabili, sistemi ben segmentati, spazi pensati per integrare camere, sensori e display, sicurezza integrata fin dall’inizio. In questo scenario il digital building smette di essere un concetto astratto e diventa un abilitatore reale di nuove modalità di lavoro, soprattutto per aziende distribuite, contesti industriali, campus e grandi sedi corporate.
Wireless, AI video e semplicità d’uso
Dal CES 2026 emerge con forza anche l’evoluzione delle tecnologie wireless per la condivisione dei contenuti e delle piattaforme di AI-powered video collaboration. Non si parla solo di qualità video o di eliminare i cavi, ma di ridurre il tempo perso, migliorare l’equità nei meeting ibridi e rendere gli spazi immediatamente utilizzabili.
Per Kaplet questo è un punto centrale: la tecnologia funziona davvero quando sparisce dall’esperienza dell’utente e resta solo il beneficio. Un risultato che si ottiene solo se la progettazione degli ambienti è stata fatta bene nel passato, con uno sguardo orientato al futuro.
Integrazione come filo conduttore
Ci teniamo anche a evidenziare come uno dei fili che attraversa le novità del CES 2026 sia il tema dell’integrazione. Le nuove soluzioni non nascono per sostituire tutto, ma per dialogare con tecnologie già in uso: sistemi AV esistenti, infrastrutture di rete, piattaforme software consolidate.
Qui emerge in modo evidente la differenza tra ambienti progettati “per l’oggi” e ambienti progettati pensando alla scalabilità. Dove il design degli spazi nasce considerando flessibilità e crescita, oltre al l’adozione delle nuove tecnologie, come nei progetti Kaplet.
CES 2026 e digital building: una conferma strategica
CES 2026 infine è l’ulteriore conferma della direzione verso cui procede la nostra proposta: edifici e spazi non sono contenitori di tecnologia, ma piattaforme vive, capaci di connettere in modo sicuro sistemi diversi, persone diverse e modalità di lavoro diverse.
Le soluzioni multimediali e AV presentate mostrano il loro reale valore solo quando sono inserite in una visione più ampia di gestione intelligente degli edifici, esperienza utente e controllo della complessità.
Il digital spaces e il digital building vengono potenziati anche in questa manifestazione tradizionalmente anticipatrice dell’innovazione in essere.

